Canto per Sinopoli

Il Paese di
Sinopoli


D'ogni incanto. Sinopoli, risplendi
e il verde degli ulivi t' incorona:
èrte e pianure in armonia distendi.
Sulle nie labra un canto oggi risuona.

Eri una volta semplice borgata.
Cittadina ti volle, come sede,
una sovrana bella, immacolata,
ch'irradia il mondo di sua luce e fede.

E' pura l'aria che giù vien dai monti;
poca distanza ci collega al mare;
è fresca e tersa l'acqua delle fonti;
valli e torrenti invitano a sognare.

Arriva il treno da Palmi e Gioia,
più volte a Reggio va la corriera.
Poco s'avverte fatica e noia:
gente vi giunge mattino e sera.

La fede si difende e la giustizia,
ché Sinopoli e sede di pretura.
E dal lavoro nasce la letizia;
per la concordia pace s'assicura.

Sorge la chiesa sul vetusto colle,
come madre che guarda intirno ai figli.
Fremente di passion, scuote le folle,
dalla vita allontàn pene e perigli.

E' questa Chiesa Insigne Collegiata,
come in Messina, come in Siracusa.
L'hanno di gloria i conti Ruffo ornata
di luce abbellita e circonfusa.

Famosa è la Madonna del Gaggini;
più bella è la custodia del Seicento.
Di pregi pieni, preziosi e fini
pulpito son e calici d'argento.

Lasciò un giorno Ruggero di Sicilia
ai conti Ruffo il dono del Capello.
in giro, a sera, si porta di vigilia,
quando volge la festa sul più bello.

Ma un sol quadro racchiude ogno bellezza,
come sole che brilla e mai non muore.
Luce diffonde e l'anime carezza,
divina, eterna sinfonia d'amore.

Remota antichità quel quadro vanta,
di fede e d'arte insigne monumento;
ma del bambino e della Madre santa
rimane il volto sol contro ogni evento.

L'otto settembre corre la sua festa,
ch'è di Maria la grande apoteosi.
Sia Pentecoste che il Rosario
appresta luoghi a mercati pubblici e famosi.

S'ode sull'alba, in sul meriggio, a sera,
una campana, in dolce melodia,
come voce d'amor perenne e vera,
che, a confronto dei cuor, canta: Maria!

Canti natura cantici d'amore
e canti sulla cetra l'alma mia
inni di lode, di gloria al Signore,
e canti il cuor di tutti: Ave Maria

Arcid. Luigi Forgione